Archivio uscite guidate: Dolomiti; Anello del Monte Piana

22 luglio2023. Un piano B, tuttavia di gran classe. Le terribili previsioni meteo mi hanno indotto a lasciar perdere il Rondò dei Scarperi, in favore di questo itinerario, che presenta meno tratti scoperti, offre diverse vie di fuga, lembi di foresta e la costante prossimità del Rifugio Bosi. Le 8 persone del gruppo sembrano cariche a modo: presenti Elisabetta, Rossella, Francesca, già partecipanti alla precedente uscita dei 4 Laghi, e colà contagiate dal pensare coi piedi. Il cielo è bigio, carco di nembi, ma non sta piovendo, le previsioni graziano la giornata ipotizzando pioviggine verso le 15. Sicchè partiamo con serenitàà da Lago Antorno verso il Rifugio Angelo Bosi, che raggiungiamo fra sentiero nel bosco e comoda rotabile in poco più di un’ora. Con l’inconsueto profilo di Cima Ovest di Lavaredo in decollo

Sbuchiamo sull’acrocoro apicale di Monte Piana, fra contrasti cromatici di grande suggestione, dovuti all’agone fra i cumulnembi e i profili di tutte le Dolomiti di Sesto, quinci osservabili con un colpo d’occhio circolare mozzafiato. Una breve esplorazione del sistema trincee (qui era un presidio italiano del fronte dolomitico nella Grande Guerra; le linee austroungariche occhieggiavano a poche centinaia di metri, attorno al culmine dell’accosto Monte Piano), una bella foto di gruppo alla Piramide Carducci e via, chè il cielo comincia inaspettatamente a brontolare

Arriviamo a Forcella dei Castrati. Quinci è possibile calare nell’omonima valle per un sentierino ripido ma privo di difficoltà oppure seguire l’ardito camminamento di guerra italiano, detto della “Guardia Napoleone” che si snoda lungo una cengia esposta protetta in diversi punti da funi metalliche. Dopo un consulto gruppale scegliamo questa opzione. Per alcun* si tratta della prima esperienza di percorso in cengia e terreno esposto, per tutt* la prima volta su irti, incredibili camminamenti di guerra.

Il percorso è assai suggestivo e avventuroso; sfila a metà parete fra nicchie scavate nella dolomia e zolle verzicanti; sì esposto, ma comodo e su buon terreno. Il gruppo se la cava alla grande! Anche Ilaria, per la prima volta sperimenta la propriocezione in presenza di vuoto accosto.

il tratto è invero piuttosto breve; le difficoltà terminano presso una spalla prativa trapunta di splendide stelle alpine. Ora possiamo rilassarci e gustarle,

Il cielo frattanto ha smesso di brontolare; caliamo lungo la serpiginosa traccia del sentiero 111 e raggingiamo l’impluvio del Vallon dei Castrati, ingombro di profumatissimi baranci. Sostiamo per il pranzo in mezzo a cuscini roseggianti di magnifici rododendri nel pieno della fioritura. Il cammino del vecchio sentiero di guerra scapicolla poi assai ripidamente nel vallone, ma senza difficoltà tecniche, e con uno splendido vuoto d’aria panoramico verso le Tre Cime, quinci capofila il culmine Ovest, in una squisita zuppa di cielo, verdi e dolomia.

La visione titanica e profonda verso i Cadini di Misurina mitiga l’arduo lavoro delle ginocchia lungo l’ardita serpentina che cala vieppiù.

Finalmente calchiamo l’impluvio pianeggiante di Val Rimbon; ora tocca guadare l’omonimo rivo, in quella irrobustito dalle recenti piogge; niente paura, nessun problema, procediamo! Mentre Rosy sgamba in equilibrio fra i ciottoli e il bagnato, Rossella lancia un bastoncino a quei che ne son sprovvisti ancora sull’altra sponda.

L’ultima frazione dell’anello consiste in una placida, sollazzevole camminata pressoché pianeggiante su bellissimo sentiero che costeggia il rivo; non fosse per il temporale che tosto si è abbattuto sul nostro cammino, bersagliandoci di grandine a grana grossa! Nello scatto affianco l’arrivo perentorio della nube gravida; ne abbiamo sentito la corsa veloce, il freddo, il suono percussivo. Abbiamo accelerato il passo e trovato un poco di riparo nel fitto del bosco, ché il tracciato prevedeva diversi tratti scoperti

…Alè, pedalare!! Alla fine siamo arrivati a Lago Antorno zuppi e felici, appagati da tanta bellezza, allietati dalla simpatia trasversale, soddisfatti per aver alzato l’asticella del bagaglio tecnico/escursionistico di ciascun*, arricchito, di un’esperienza che ha favorito nei/lle partecipanti l’acquisizione di nuove competenze assaporando lo scorrer lieto d’endorfine come se piovesse 😉

Grazie Compari, è stata un’avventura deliziosa!

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